Un'azienda che evolve. Anche il suo sito

Nuove esigenze da parte del consumatore, nuovi prodotti che si affacciano sul mercato, nuove leggi e regolamenti e nuove sensibilità condivise rendono il mio lavoro un progresso costante. Spero che la nuova veste grafica del sito ti aiuti a trovare più facilmente ciò che ti serve per sentire la casa o il lavoro ambienti davvero tuoi. Ci sono tre sfide da affrontare

L'evoluzione esiste per ogni cosa: anche per le aziende e per i siti

Non sto qui a raccontarti il perché e il percome del nuovo sito: lo vedi da te. Voglio invece parlarti dell'evoluzione del mercato delle porte e dei serramenti (e di ciò che vi ruota intorno). Dobbiamo infatti affrontare oggi tre sfide, tutte importanti e impegnative ma anche appassionanti:

  • iniziative legislative apparentemente a favore del consumatore (credito, sconto eccetera) creano in realtà un mercato drogato in cui è difficile muoversi
  • nuove tecnologie rendono disponibili prodotti di livello qualitativo assoluto, che però il consumatore non sempre è capace di apprezzare; né, spesso, il rivenditore improvvisato è capace di spiegare
  • una sensibilità ecologica chiede sempre di più prodotti verdi, ma questi, troppo frequentemente, sono solo specchietti per le allodole a beneficio del marketing.

Come nella mia tradizione, ti offro il punto della situazione mediante i paragrafi seguenti: non ti porteranno via troppo tempo. Se poi vorrai approfondire, potrai leggere gli articoli specifici che pubblicherò nel tempo.

Gli incentivi statali: un mercato drogato

Negli ultimi tempi il consumatore ha beneficiato di alcuni incentivi per l'acquisto di porte e serramenti. Tra questi incentivi vi sono

  • l'ecobonus, che consente un recupero fiscale di una quota della somma spesa nell'arco di un determinato numero di anni (di solito, dieci)
  • lo sconto in fattura (ora abrogato), che permetteva di pagare solo una quota dell'importo totale e di cedere al rivenditore il resto che verrebbe recuperato nel corso degli anni mediante la detrazione fiscale; è poi il rivenditore a usufruire della detrazione
  • l'abbattimento delle barriere architettoniche permette un recupero fiscale del 75% in cinque anni, oppure uno sconto in fattura della stessa percentuale.

Lo scopo di questi provvedimenti è incentivare la sostituzione di tecnologie vecchie con quelle di nuova concezione che permettano un risparmio energetico importante. Ciò costituisce un risparmio per l'Italia intera, intesa come sistema.

Tutto bene, dunque? Non proprio...

Il consumatore non ha la percezione di quanto realmente costino i prodotti

Abbagliato dal risparmio mirabolante che gli incentivi gli permettono di ottenere (e pur senza arrivare al 110%), il consumatore spesso non ha la percezione del reale prezzo dei prodotti.

Ma questo vuol dire non avere neppure la percezione del livello qualitativo del prodotto né della tecnologia impiegata, per non parlare poi della reputazione dell'azienda produttrice e del rivenditore.

Il prezzo sembra essere l'unico criterio di scelta

La mancata percezione del valore della catena legata al prodotto (produttore → rivenditore → installatore) fa sì che troppo spesso l'unico criterio di scelta sia il prezzo.

Il mercato offre oggi prodotti di prezzo sensibilmente più basso rispetto a quelli della tradizione italiana, che tuttavia sono prodotti sia con tecnologie qualitativamente più basse sia con standard non adatti al clima italiano: se sono progettati per resistere al gelo dell'Europa del nord, non vanno bene sotto il sole del luglio nostrano. Deformazioni e modifiche molecolari legate alla temperatura degradano velocemente il prodotto: senza arrivare alla rottura, la creazione di fessure o le chiusure non più perfette rischiano di compromettere l'isolamento.

La prospettiva di guadagno facilita la comparsa sul mercato di operatori improvvisati

Si sa: l'imprenditore va dove ci sono i soldi. Per il consumatore questa non è sempre una buona notizia, perché se il mercato è drogato e vi è un surplus di domanda è facile che compaiano imprenditori improvvisati, nati sull'onda di commesse facili e privi delle competenze che solo una lunga esperienza può fornire, soprattutto se riguarda materiali nuovi e nuovi metodi di posa.

Per questi operatori improvvisati, l'importante è vendere e fare fatturato.

Non importa il prodotto che stanno vendendo.

Non importa se è davvero ciò che serve al cliente (anche perché, magari, non sono in grado di capirlo loro stessi).

Non importa la delicatezza della posa in opera, spesso affidata a persone non certificate.

I furbetti del quartierino

Oltre ai problemi di cui ho parlato sopra ce n'è un altro di cui, francamente, ne faremmo tutti a meno: la forte possibilità di imbrogli. Questi possono essere messi in atto da due parti:

  • da parte del consumatore, che usa l'agevolazione per l'abbattimento delle barriere architettoniche in maniera "elastica", con la compiacenza di verificatori abituati a chiudere un occhio; non sto qui a scendere nei particolari, ma ti assicuro che sto parlando di cose che ho sperimentato direttamente. La frase che si usa in questi casi è "siamo in Italia", ma è anche a questa nostra abitudine che il debito pubblico è quello che è
  • da parte del rivenditore, che applica il prezzo più alto previsto dalla legge e fornisce al consumatore prodotti di infima qualità; conta proprio sul fatto che al consumatore non interessa sapere che cosa compra né se ciò che compra vale davvero il prezzo che paga, ma interessa solo sapere che paga solo una quota minima del prezzo.

Inoltre, per il rivenditore responsabile c'è comunque un rischio d'impresa e un costo (non indifferente) di istruzione delle pratiche.

Devo inoltre sottolineare che per usufruire di questi incentivi il consumatore si impegna a versare comunque subito quanto pattuito e che eventuali contestazioni (sul materiale, sulla posa e sui tempi) sono molto difficili e non permettono di sospendere la commessa.

I nuovi prodotti tecnologicamente avanzati: incomprensibili!

La qualità dei nuovi prodotti può raggiungere livelli di eccellenza. Tuttavia, per apprezzare davvero dal punto di vista tecnico questo livello di eccellenza occorre avere competenze che, generalmente parlando, il consumatore non ha. Non dico che dovremmo essere tutti ingegneri o fisici, ma è vero che spesso le domande del consumatore riguardo al prodotto si fermano alle caratteristiche di base.

Ed è un peccato, perché c'è una qualità che va spiegata e che va apprezzata.

Il mio showroom è a tua disposizione: non solo puoi vedere i prodotti, ma puoi provare dal vivo gli effetti di isolamento e approfondire con me tutte le caratteristiche di ciò che contribuisce a rendere di valore il tuo ambiente.

Green? Troppo spesso è solo marketing

Oggi va di moda la sostenibilità, al punto che quasi tutte le aziende (di qualsiasi settore merceologico) si promuovono come green. Le porte e i serramenti non fanno eccezione.

Tuttavia, occorre precisare una cosa: oggi molti tip di serramenti vengono spacciati come riciclabili e, in teoria, ciò è vero.

Nella realtà, però, il costo per separare gli elementi riciclabili da quelli non riciclabili di un serramento comporterebbe un costo talmente alto che in pratica nessuno lo fa.

Questo è un limite enorme. Prima o poi verrà superato, ma al momento esiste ed impedisce, di fatto, un circolo di produzione sostenibile.

È solo marketing, come dicevo.

Tuttavia, personalmente non dispero. Nel mio piccolo sono sempre molto attento a cogliere i progressi green verso la realizzazione di porte e serramenti sostenibili, a partire dalla scelta di fornitori che già dal loro processo produttivo dimostrino, nei fatti, un'attenzione verso l'ambiente.

Come eravamo

A conclusione di questo articolo basato sul presente e con un occhio al futuro, mi piace dare uno sguardo al passato.

Qui sotto trovi la foto della prima home page del mio sito, realizzato più di dieci anni fa. In termini informatici, un'era geologica.

La prima home page di marcofioretti.itClicca per ingrandire

Invecchiare è una cosa. Evolvere è ben altro...

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