Una questione di piccantezza

Ci sono alcune questioni importanti da segnalare.

La resiniferatossina

Il valore intorno ai 15-16 miliardi di SHU assegnato alla resiniferatossina richiede alcune precisazioni.

La resiniferatossina non è un peperoncino, non è un alimento e non è un capsaicinoide. È una tossina vegetale che, come la capsaicina, attiva il recettore TRPV1, coinvolto nella percezione del calore e del dolore.

Inoltre, il suo valore sulla scala Scoville non deriva da un assaggio né dalla normale analisi di un alimento. È un’equivalenza teorica ricavata confrontando la sua straordinaria attività biologica con quella della capsaicina. Non avrebbe quindi molto senso definirla semplicemente “il cibo più piccante del mondo”.

L'origine della piccantezza

Un’altra curiosità riguarda i semi del peperoncino. Contrariamente a quanto spesso si crede, non sono loro a produrre la maggior parte del piccante. I capsaicinoidi sono concentrati soprattutto nella placenta, cioè il tessuto biancastro interno al quale sono attaccati i semi.

Se vuoi ridurre la piccantezza, quindi, non basta eliminare i semi: bisogna togliere anche questa parte interna.

Stai al sicuro

Quando maneggi peperoncini molto forti, usa i guanti e non toccarti il viso, gli occhi o altre parti sensibili. Il piccante non è soltanto un sapore: è una vera stimolazione dei recettori che segnalano calore e dolore.