Le informazioni anagrafiche non sono dati liberamente consultabili all’interno di un archivio aperto al pubblico. La legge consente tuttavia, entro limiti precisi, di chiedere certificati relativi anche a persone diverse dal richiedente.
Questa possibilità risponde a esigenze concrete: individuare la residenza di una persona alla quale notificare un atto, accertare una situazione familiare rilevante per un procedimento, rintracciare un debitore o verificare dati necessari alla tutela di un diritto.
La trascrizione del video presenta questo principio in termini molto ampi, arrivando ad affermare che attraverso Internet sarebbe possibile «sapere tutto di tutti». Questa formulazione, però, non descrive correttamente il funzionamento attuale dei servizi: occorre distinguere tra il diritto di chiedere un singolo certificato, l’accesso personale al portale ANPR e la consultazione indiscriminata di una banca dati, che non è consentita.
ANPR è l’Anagrafe nazionale della popolazione residente, la banca dati unica gestita dal Ministero dell’Interno nella quale sono confluite le anagrafi dei Comuni italiani. Comprende i cittadini residenti in Italia e le persone iscritte all’AIRE, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero.
Il processo di integrazione è stato completato nel gennaio 2022 con l’ingresso di tutti i Comuni italiani. Il dato riportato nel video, secondo il quale il sistema avrebbe raccolto il 98% della popolazione e circa 57 milioni di residenti, descrive pertanto una fase precedente al completamento dell’Anagrafe nazionale.
ANPR permette ai cittadini di consultare i propri dati, chiedere eventuali rettifiche, presentare dichiarazioni di cambio di residenza e ottenere certificazioni digitali. L’accesso all’area personale avviene attraverso un’identità digitale, normalmente SPID, Carta d’identità elettronica, Carta nazionale dei servizi o, nei servizi che lo prevedono, identificazione eIDAS.
Attraverso l’area personale del portale ANPR, il cittadino può normalmente scaricare certificati relativi:
Tra le certificazioni anagrafiche disponibili possono figurare, secondo la posizione personale e i dati registrati:
Sono inoltre disponibili certificati elettorali e, dal 31 marzo 2026, nuovi servizi digitali per ottenere certificati ed estratti dello stato civile. Le tipologie concretamente disponibili dipendono dai dati presenti, dal Comune competente e dalla natura dell’atto richiesto.
Il certificato viene prodotto come documento digitale munito degli elementi di autenticità previsti dal sistema. Può essere scaricato sul dispositivo e, nei servizi che lo consentono, ricevuto anche tramite posta elettronica.
Non attraverso la normale area personale riservata ai cittadini.
Il servizio ANPR destinato al cittadino consente di ottenere online certificati per sé stesso e per i componenti della propria famiglia anagrafica. Non permette di inserire liberamente il nome di qualsiasi persona e scaricarne da casa i certificati.
Per ottenere un certificato relativo a un terzo è normalmente necessario rivolgersi a un ufficio anagrafico comunale, identificarsi e seguire le procedure stabilite dal Comune. Alcuni enti ammettono anche richieste tramite PEC o altri canali, con copia del documento d’identità e pagamento degli eventuali importi dovuti. Roma Capitale e il Comune di Firenze, per esempio, distinguono espressamente tra certificati online per sé o per la propria famiglia e certificati relativi a terzi, richiesti agli sportelli previa identificazione.
Esistono inoltre accessi telematici riservati a categorie professionali per le esigenze connesse alla loro attività. Dal dicembre 2023, per esempio, gli avvocati iscritti all’albo possono richiedere attraverso un’apposita area ANPR i certificati necessari allo svolgimento del mandato professionale; un servizio analogo è stato attivato per i notai nel novembre 2025.
L’articolo 33 del D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223 stabilisce che l’ufficiale di anagrafe rilascia a chiunque ne faccia richiesta, fatte salve le limitazioni previste dalla legge, i certificati concernenti la residenza e lo stato di famiglia, oltre alle altre informazioni certificabili presenti in ANPR.
Per le normali certificazioni relative alla situazione attuale non è generalmente necessario dimostrare l’esistenza di una causa giudiziaria o di uno specifico interesse giuridico. Il richiedente deve però essere identificato e rispettare le modalità stabilite dall’ufficio.
La situazione è diversa per alcune certificazioni storiche, che ricostruiscono posizioni anagrafiche pregresse: per queste la normativa e le procedure comunali possono richiedere una domanda motivata.
La protezione dei dati personali non rende segrete tutte le informazioni detenute dalle amministrazioni pubbliche. Il trattamento è lecito quando una norma di legge o di regolamento prevede la comunicazione del dato e ne stabilisce condizioni e limiti.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha chiarito che è lecito rilasciare a terzi certificazioni anagrafiche nei casi previsti dalla normativa. Non sarebbe invece lecito mettere a disposizione elenchi, archivi completi o forme di consultazione indiscriminata al di fuori delle procedure stabilite.
La differenza è quindi sostanziale:
Lo stato di famiglia non è una ricostruzione completa di tutti i parenti di una persona.
La famiglia anagrafica è formata dalle persone che coabitano e sono legate da matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi, secondo la disciplina anagrafica. Di conseguenza, un figlio che vive in un’altra abitazione e costituisce una diversa famiglia anagrafica non compare normalmente nello stato di famiglia dei genitori.
Il certificato di stato di famiglia con rapporti di parentela aggiunge, quando i dati risultano registrati, l’indicazione dei rapporti esistenti tra i componenti della stessa famiglia anagrafica. Non consente però di ricostruire automaticamente tutti i parenti, i figli o i coniugi precedenti che vivono altrove.
Anche l’indirizzo deve essere considerato con precisione: i componenti di uno stesso stato di famiglia risultano iscritti nella medesima abitazione, non possiedono ciascuno una diversa residenza indicata all’interno dello stesso certificato.
Il video interpreta il certificato di residenza in convivenza come uno strumento per sapere se una persona vive con un partner senza essere sposata. Questa spiegazione può generare confusione.
Nel linguaggio anagrafico, una convivenza anagrafica può indicare un insieme di persone che vivono abitualmente nello stesso luogo per motivi religiosi, assistenziali, militari, di cura, di pena o simili: per esempio una casa di riposo, una comunità, un istituto religioso o una struttura collettiva.
La convivenza di fatto, invece, riguarda due persone maggiorenni stabilmente unite da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate tra loro da matrimonio, unione civile, parentela, affinità o adozione. È ancora diverso il contratto di convivenza, con il quale i conviventi possono disciplinare alcuni rapporti patrimoniali.
Non è quindi corretto dedurre automaticamente l’esistenza di una relazione sentimentale dal semplice riferimento alla “residenza in convivenza”.
Le certificazioni anagrafiche possono attestare dati come nascita, cittadinanza, residenza, stato civile ed esistenza in vita.
Occorre però distinguere le certificazioni anagrafiche dagli atti dello stato civile:
Dal 31 marzo 2026 ANPR consente ai cittadini autenticati di scaricare certificati dello stato civile e di richiederne gli estratti digitali nei casi previsti. La disponibilità del servizio non trasforma però i registri di stato civile in archivi liberamente esplorabili da chiunque.
Non sempre.
Durante la prima fase del servizio ANPR, avviata nel novembre 2021, i certificati online furono presentati come gratuiti grazie a una specifica esenzione temporanea dall’imposta di bollo. Questa è la situazione alla quale fa riferimento il video.
Oggi i certificati anagrafici sono normalmente soggetti all’imposta di bollo di 16 euro, salvo che l’uso dichiarato rientri in una delle esenzioni previste dalla legge. Dal 2 agosto 2023 ANPR permette di pagare online l’imposta di bollo tramite PagoPA.
Gli eventuali diritti di segreteria e le modalità di pagamento possono dipendere dal canale utilizzato e dall’amministrazione che rilascia il documento. I certificati di stato civile seguono una disciplina economica differente e sono generalmente gratuiti, fatte salve particolari richieste o copie.
Il video anticipava l’introduzione della procedura telematica per il cambio di residenza.
Il servizio è effettivamente operativo dal 27 aprile 2022 e permette di inviare tramite ANPR una dichiarazione:
La dichiarazione online non produce necessariamente un cambiamento definitivo e immediato: il Comune deve svolgere le verifiche previste dalla normativa anagrafica.
La trascrizione affronta anche la possibilità di conoscere la situazione immobiliare di un’altra persona. In questo ambito occorre distinguere nettamente tra catasto e pubblicità immobiliare.
La visura catastale permette di consultare informazioni identificative, tecniche e fiscali relative a fabbricati e terreni. Può riportare gli intestatari catastali e dati come foglio, particella, subalterno, categoria, classe, consistenza e rendita.
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche un servizio telematico per le visure relative a immobili non appartenenti al richiedente. Tuttavia, il Catasto italiano non ha valore probatorio generale della proprietà: l’intestazione catastale ha principalmente funzione fiscale e non è sufficiente, da sola, a dimostrare in modo definitivo chi sia il proprietario giuridico del bene.
Per verificare gli atti relativi alla proprietà e la presenza di formalità pregiudizievoli occorre consultare i registri immobiliari mediante un’ispezione ipotecaria.
L’ispezione può evidenziare:
La ricerca può essere effettuata per soggetto, per immobile o combinando i due criteri. I servizi relativi agli immobili propri possono beneficiare della consultazione personale gratuita; per gli immobili o i soggetti terzi si applicano le modalità e i tributi previsti.
Non è quindi corretto parlare genericamente di una sola “visura ipocatastale” capace di rivelare con certezza ogni aspetto patrimoniale: visura catastale e ispezione ipotecaria consultano archivi diversi e rispondono a domande differenti.
La conoscibilità regolamentata di alcune informazioni svolge una funzione di certezza giuridica.
Sapere dove risiede una persona può essere necessario per notificare una comunicazione o un atto giudiziario. Conoscere gli atti relativi a un immobile permette di verificare la titolarità dichiarata, l’esistenza di ipoteche o pignoramenti e la sicurezza di una compravendita. L’accesso a queste informazioni può quindi essere indispensabile per far valere un credito, tutelarsi da una frode o agire contro chi ha provocato un danno.
Ciò non significa che ogni informazione personale debba essere pubblica. Il sistema cerca di bilanciare esigenze differenti:
È possibile ottenere alcune certificazioni anagrafiche relative a terzi, ma non è possibile consultare liberamente l’intera banca dati ANPR.
Il servizio online ordinario permette al cittadino di scaricare soprattutto i propri certificati e quelli dei componenti della propria famiglia anagrafica. Le certificazioni relative a persone estranee devono normalmente essere richieste attraverso gli uffici comunali, previa identificazione e nel rispetto delle procedure applicabili.
I certificati non sono sempre gratuiti: l’imposta di bollo è la regola generale, mentre la gratuità vale nei casi di esenzione previsti dalla legge.
Anche le informazioni immobiliari sono consultabili, ma occorre distinguere il Catasto, che ha prevalentemente funzione fiscale, dai registri immobiliari, nei quali vengono pubblicati trasferimenti, ipoteche, pignoramenti e altre formalità.
L’accessibilità di questi dati non elimina la privacy: rappresenta una forma di pubblicità legale circoscritta, finalizzata alla certezza dei rapporti e alla tutela dei diritti.