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Smart working comodo e salutare | A misura di bimbo | Sport giovanile | Cinema gratis

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Marco Fioretti: il tuo professionista di fiducia

Ciao, Visitatore!


Questo mese la newsletter tratta il tema dello smart working. O, meglio, dell’ufficio domestico e di come rendere più comoda la postazione di lavoro di casa.

Ma non parlo solo di lavoro: se c’è un bambino in casa, è meglio (e doveroso) prendere alcuni accorgimenti per evitare incidenti domestici. Inoltre, con la scusa di far conoscere una mia sponsorizzazione, ti provoco (bonariamente) e ti invito a contribuire anche tu a cause meritorie per la società.

Come al solito, la newsletter si chiude con il vincitore di due biglietti per il cinema e con la barzelletta finale.


Smart working:
sfruttare bene la luce naturale

Luce naturale! Abilita le immagini


La luce naturale può essere un grande amico del lavoro da casa o il suo più grande nemico. Dipende da come la si sfrutta e se si tiene conto dei rischi che si corrono a non assecondare l’illuminazione solare. Ecco alcuni accorgimenti fondamentali per lavorare al computer in accordo con la luce naturale.

  • La posizione del monitor. Il monitor dovrebbe essere perpendicolare alla finestra per ridurre riflessi o abbagliamenti. In alternativa, puoi sistemare la scrivania accanto alla finestra, scostata di mezzo metro almeno: in questo modo, non hai riflessi né un contrasto troppo forte con il monitor, ma hai comunque la possibilità di spostare lo sguardo al di fuori.

  • Il panorama. Come detto nel punto precedente, la possibilità di spostare lo sguardo fuori dalla stanza è importante per prevenire stanchezza visiva e peggioramento della vista. Tenere costantemente il fuoco fisso sullo schermo è come stare seduto tutto il giorno: prima o poi la paghi.

  • La mano dominante. Se tieni la scrivania perpendicolare alla finestra, fai attenzione che la luce provenga dalla direzione opposta alla mano dominante. Così facendo, eviti che il braccio dominante faccia ombra quando scrivi a mano o consulti libri o riviste. È vero che oggi quasi tutto si fa al computer, ma ti sorprenderai se consideri quanto tempo lavori comunque “manualmente” sulla scrivania.

  • Le tende veneziane o a rullo. Usa un sistema semplice come questi per modulare la luce secondo la necessità: è molto meglio che alzare o abbassare la tapparella.

  • Regolazione del monitor. Regola la luminosità e il contrasto del monitor in base alla luce reale della stanza e tieni lo schermo pulito, poiché i piccoli aloni amplificano i riflessi. Prendi l’abitudine di effettuare queste operazioni anche più volte al giorno: richiedono pochi secondi e sono un toccasana per i tuoi occhi.


Smart working:
i due accessori indispensabili

Tastiera! Abilita le immagini

 

Ci sono due oggetti che sono un’assicurazione sanitaria per chi lavora al computer. Purtroppo ne ne parla poco.

  • La tastiera. Una volta, le dattilografe avevano la macchina da scrivere posta su un tavolino sistemato perpendicolarmente alla scrivania, di altezza inferiore alla scrivania stessa. In questo modo, quando battevano a macchina le braccia erano o parallele al pavimento o leggermente rivolte verso il basso. Sicuramente non erano rivolte verso l’alto. Oggi le tastiere vengono poste direttamente sulla scrivania, il che costringe le braccia e i polsi a una postura innaturale che con l’andare del tempo provoca danni sia ai polsi sia alla schiena. Ti consiglio perciò di procurarti un cassettino da installare sotto il ripiano della scrivania dove alloggiare la tastiera (ne vendono di appositi). Se usi un portatile, dotati di una tastiera esterna e ponila nel cassetto sotto la scrivania.

  • Il poggiapiedi. Il poggiapiedi ti consente di mantenere il corpo in asse, secondo l’altezza della sedia e della scrivania. Se poi usi una poltroncina reclinabile, il poggiapiedi è indispensabile per evitare che la schiena e il collo siano costantemente in tensione.


Smart working: l’illuminazione su misura per l’ufficio a casa

Dimmer! Abilita le immagini


L’illuminazione giusta per lavorare al computer non è una scelta tra tanta luce e poca luce: è invece un’illuminazione

  • coerente con quella dell’ambiente, cioè senza forti contrasti

  • senza abbagliamenti che affaticano gli occhi

  • adattabile alle variazioni della luce naturale durante la giornata.

Le soluzioni dimmerabili servono proprio a questo: ti permettono di regolare l’illuminazione in modo fine, anziché accendere o spegnere come farebbe un comune interruttore.

Per sapere che cosa significa dimmerabili e poter ragionare con un minimo di competenza sul modo migliore per regolare la luce artificiale del tuo ufficio domestico, clicca il pulsante.

 


C’è un bambino in casa?

Bimbo! Abilita le immagini

 


Ci sono due momenti-chiave nello sviluppo di un bambino: quando inizia a parlare e quando inizia a camminare. Questi momenti sono di solito abbastanza contemporanei.

E, curiosamente (e benché i genitori attendessero con grande aspettativa questi momenti), ben presto i genitori non vedono l’ora che il bambino impari a stare zitto e fermo. 🤣

A parte le battute, occorre rendere la casa un luogo sicuro per un bambino di due o tre anni, il cui scopo nella vita è esplorare tutto, provare tutto, mettere in bocca tutto. Ciò vale anche se non sei genitore ma ti capita spesso di prenderti cura di bambini altrui o di ospitare amici con bambini di quest’età.

Vi sono molte precauzioni che puoi prendere e che richiedono solo attenzione e un po’ di lavoro. Grazie ad esse, puoi ridurre in modo significativo il rischio di incidenti domestici.

Se l’argomento ti interessa, clicca il pulsante e leggi le dieci più importanti per fare della tua casa un ambiente a misura di bambino.

 


Il mio contributo allo sport giovanile

Video! Abilita le immagini

Il mio è un contributo tutto sommato piccolo: sono uno degli sponsor che compaiono sulle magliette da gioco di una squadra femminile di pallavolo e, grazie a ciò, la squadra è dotata di magliette dignitose.

Se vuoi saperne di più sul perché sponsorizzo la squadra (e, anzi, perché proprio quel tipo di squadra), clicca sul pulsante. Conoscerai anche la realtà dell’Associazione Sportiva Dilettantesca San Giovanni XXIII e, magari, scoprirai che puoi dare una mano anche tu.

 


Biglietti gratis per il cinema

Cinema! Abilita le immagini

 

Anche questo mese, tra gli iscritti attivi alla newsletter viene sorteggiato un nome. A lui vengono riservati due biglietti omaggio per uno spettacolo cinematografico presso il Cinema-Teatro Agorà di Cernusco sul Naviglio.

L’iscritto fortunato viene avvisato per emal e, concordando prima il momento più adatto, può passare dalla mia sede a ritirare i biglietti.

Se conosci qualcuno che può essere interessato alla mia newsletter mensile, invitalo ad iscriversi, condividendo il link https://www.marcofioretti.it/istituzionali/newsletter-iscrizione. La possibilità di vincere due biglietti omaggio per il cinema può essere un incentivo in più.

Il fortunato vincitore di questo mese è il titolare dell'ID uB34ZhNa9g0YPG. Vorrei tanto farne il nome pubblicamente, ma non mi è possibile per via della legge sulla privacy (e francamente, non ho la testa per chiedere le autorizzazioni). Il vincitore viene avvertito con un'email privata.


Barzelletta finale

idea! Abilita le immagini


Marco Fioretti ha appena finito di partecipare a un corso di aggiornamento presso un’importante casa-madre sulle novità tecnologiche del settore.

Mentre si dirige verso l’ascensore per tornare alla macchina si sente proprio bene: tutte le nuove tecnologie gli sono ben chiare in mente e si sente un leone della scienza e della tecnica: sa che con la sua sapienza contribuisce a migliorare il mondo.

Entra in ascensore con l’aria di chi sta per salvare l’umanità.

Ma sul pannello ci sono solo due pulsanti: SU e GIÙ.

Lui sorride con superiorità e dice ad alta voce, perché tutti capiscano: «Ah, la classica trappola per menti semplici. Io non premo pulsanti. Io ottimizzo.»

Estrae dal taschino un pennarello, si schiarisce la voce e comincia a fare calcoli sullo specchio dell’ascensore.

«Se considero la gravità, la spinta di Archimede dell’aria, l’attrito delle guide e la probabilità che l’edificio sia stato costruito in bolla… Posso dedurre che…»

Una signora lo guarda perplessa. «Scusi… deve salire o scendere?»

«Non posso ridurre il problema a una dicotomia!» risponde lui. «L’ignoranza sceglie. La scienza dimostra.»

Un ragazzo allunga il braccio per premere GIÙ.

Marco Fioretti gli blocca la mano con gesto teatrale. «Fermati! Potresti compromettere l’esperimento.»

Poi tira fuori una moneta.

«Vedi? Se faccio ruotare la moneta in senso orario, induco un campo vorticoso che orienta l’ascensore verso l’alto. È fisica avanzata! Io ora la faccio ruotare in senso antiorario per scendere.»

Fa girare la moneta sul pavimento. La moneta rotola, sbatte contro la parete e finisce sotto la scarpa della signora, che proprio in quel momento aveva cambiato appoggio.

L’ascensore rimane fermo.

Marco Fioretti annuisce soddisfatto: «Esatto. È la prova che aspettavo. Significa che l’ascensore non si muove finché non ha un’informazione completa.»

Il ragazzo, ormai stufo, preme GIÙ.

L’ascensore parte immediatamente… ma si muove verso l’alto.

Marco impallidisce. Poi recupera la posa da genio.

«Come previsto! È un edificio in cui GIÙ è una convenzione sociale. Qui siamo oltre la semantica.»

Si aprono le porte: sono arrivati al terrazzo sul tetto. Davanti a loro, un cartello enorme dice:

ASCENSORE FUORI SERVIZIO — USARE LE SCALE.

Marco Fioretti legge il cartello. «Ah. Ecco. Era una simulazione. Molto realistica.»

Poi esce dall’ascensore con dignità, imbocca le scale e borbotta: «Comunque l’avevo capito subito. Ho solo voluto farvi assistere al ragionamento».

Marco si sveglia di colpo, urlando.

La moglie, preoccupata, gli chiede: «Marco, che succede?».

«Ho avuto un incubo. Ho sognato che ero chiuso in un ascensore assurdo e che ammorbavo le persone nell'ascensore con teorie deliranti.»

«E allora?»

«E allora mi ero reso conto che avevo dimenticato il cellulare nell’aula del corso!»


Spero che questa newsletter ti abbia interessato o, almeno, divertito. Cliccando il pulsante qui sotto puoi farmi sapere che pensi della newsletter, o prendere contatto con me per avere altre info o per concordare un appuntamento.


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