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Casa fresca | Zanzare | Temporali | Ozono | Schermature | Muffe | Agevolazioni | Cinema gratis

Casa fresca | Zanzare | Temporali | Ozono | Schermature | Muffe | Agevolazioni | Cinema gratis
Marco Fioretti: il tuo professionista di fiducia

Ciao, Visitatore!

La newsletter di questo mese ti offre una serie di consigli pratici in linea con la stagione.


Casa fresca senza bollette roventi

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Quando arriva il caldo, la prima tentazione è sempre la stessa: prendere il telecomando del climatizzatore e abbassare la temperatura finché la casa non diventa una piccola succursale del Polo Nord.
È comprensibile, soprattutto quando fuori ci sono 35 gradi, l’asfalto ribolle e la casa comincia ad accumulare calore già dalla tarda mattinata. Però non sempre è la scelta migliore. Anzi: spesso è il modo più rapido per consumare troppo, raffreddare male e ritrovarsi con sbalzi termici poco piacevoli.
La prima regola è semplice: prima di chiedere tutto al climatizzatore, bisogna aiutare la casa a non scaldarsi troppo.
Tende da sole, persiane, tapparelle e schermature non servono solo a fare buio. Servono anche a fermare una parte importante dell’irraggiamento solare. Durante le ore più calde, soprattutto sulle finestre esposte a sud e a ovest, tenere chiuse o parzialmente abbassate le schermature può fare una differenza molto concreta. Non elimina il caldo, certo, ma riduce il lavoro che dovrà fare il climatizzatore.
Anche l’uso dell’aria condizionata richiede un po’ di buon senso. Il Dipartimento della Protezione Civile consiglia, in casa e sul posto di lavoro, di proteggersi dal sole con tende da sole o persiane e di impostare il climatizzatore a una temperatura non inferiore ai 25-27 °C (clicca il pulsante per leggere il documento). Non è solo una questione di risparmio: una temperatura troppo bassa può creare sbalzi fastidiosi tra interno ed esterno, soprattutto per bambini, anziani e persone più fragili.
Poi c’è la manutenzione, che spesso viene rimandata perché sembra un dettaglio. Invece i filtri sporchi riducono l’efficienza dell’impianto, peggiorano la qualità dell’aria e possono aumentare i consumi. Prima dell’uso intenso estivo, una pulizia accurata dei filtri e un controllo dell’impianto sono sempre una buona idea.
Infine, quando l’impianto è molto vecchio, può avere senso valutare soluzioni più efficienti. ENEA ricorda che le pompe di calore moderne possono garantire riscaldamento e raffrescamento con un unico sistema e, in alcuni casi, ridurre in modo significativo i costi di climatizzazione rispetto agli impianti meno efficienti (clicca il pulsante per leggere il documento).
La casa fresca, insomma, non dipende solo dal climatizzatore. Dipende da un insieme di cose: schermare bene, arieggiare quando conviene, non esagerare con la temperatura e tenere gli impianti in ordine.


Lotta alle zanzare

Zanzare! Abilita le immagini

 

Ogni estate succede la stessa cosa: appena si prova a stare un po’ sul balcone, in giardino o in cortile, arrivano loro. Le zanzare.
A quel punto partono zampironi, spray, piastrine, lampade, racchette elettriche e maledizioni varie. Tutto comprensibile. Però il punto principale è un altro: la battaglia contro le zanzare si vince soprattutto prima, quando sono ancora larve.
E il posto in cui nascono spesso è molto più vicino di quanto pensiamo.
Un sottovaso dimenticato, un annaffiatoio mezzo pieno, un secchio lasciato in cortile, un telo che raccoglie acqua piovana, una caditoia privata non trattata: basta poco. Le zanzare non hanno bisogno di uno stagno. A volte è sufficiente una piccola quantità d’acqua stagnante.
Ad esempio, il Comune di Gorgonzola, nel piano anti-zanzare 2026 (clicca il pulsante per leggere il documento), ricorda alcune regole molto pratiche: svuotare e pulire i contenitori con acqua stagnante, controllare sottovasi, abbeveratoi e annaffiatoi, evitare di svuotare l’acqua nei tombini e trattare correttamente tombini e caditoie nelle aree private.
Questa è una cosa importante: gli interventi del Comune servono, ma non possono risolvere da soli il problema se nei cortili, nei balconi e nei giardini privati continuano a esserci piccoli ristagni d’acqua. ATS Milano lo dice chiaramente: la lotta alla diffusione delle zanzare richiede l’impegno di tutti, istituzioni e cittadini, e serve anche a ridurre i focolai larvali negli ambienti di vita e di lavoro (clicca il pulsante per leggere il documento).
In pratica, conviene fare un piccolo giro di controllo una volta alla settimana. Non serve trasformarsi in disinfestatori professionisti. Basta osservare: dove può fermarsi l’acqua? Dove resta umido troppo a lungo? Dove ci sono tombini, griglie, pozzetti, sottovasi o contenitori?
Nei balconi piccoli, la prevenzione può essere molto semplice: svuotare i sottovasi, evitare ristagni, coprire eventuali contenitori, non lasciare secchi all’aperto. Nei cortili e nei giardini, invece, bisogna controllare anche caditoie, fontanelle, tombini, zone d’ombra e recipienti usati per il giardinaggio.
Il vantaggio è doppio: si vive meglio all’aperto e si riduce il problema anche per i vicini. Perché le zanzare, purtroppo, non rispettano i confini di proprietà.


Prepararsi ai temporali estivi

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I temporali estivi non sono tutti uguali. Alcuni durano pochi minuti e portano solo un po’ di fresco. Altri arrivano con raffiche di vento, grandine, fulmini e pioggia violenta. In Lombardia lo sappiamo bene: basta poco perché un pomeriggio afoso si trasformi in una mezz’ora piuttosto movimentata.

Per questo è utile prepararsi prima, non quando il temporale è già sopra casa.

La prima cosa da controllare sono finestre, porte-finestre, persiane, tapparelle e tende da sole. Se è previsto un temporale forte, meglio non lasciare aperte finestre a ribalta, serramenti socchiusi o tende esterne spiegate. Una raffica improvvisa può sbattere un’anta, strappare una tenda, rovesciare oggetti o far entrare acqua in casa.

Poi c’è il balcone. Vasi leggeri, sedie pieghevoli, piccoli tavolini, ombrelloni, stendini, decorazioni e contenitori possono diventare un problema se il vento aumenta. La regola è banale ma efficace: ciò che può cadere, rotolare o volare va spostato, fissato o ritirato.

Durante il temporale, invece, la prudenza riguarda soprattutto i fulmini. Il Dipartimento della Protezione Civile consiglia, quando ci si trova all’interno di un edificio, di mantenersi a distanza da porte e finestre e di assicurarsi che siano chiuse. Consiglia inoltre di evitare il contatto con l’acqua durante il temporale, rimandando azioni come fare la doccia o lavare i piatti, e di non sostare sotto tettoie, balconi, gazebo o verande, che non sono luoghi sicuri (clicca il pulsante per leggere il documento).

Anche gli apparecchi elettrici meritano attenzione. In presenza di fulmini intensi e molto vicini, è prudente evitare l’uso di dispositivi collegati alla rete elettrica e, quando possibile, scollegare quelli più delicati. Computer, televisori, modem, router e apparecchiature elettroniche possono essere vulnerabili agli sbalzi di tensione.

La prevenzione, in questo caso, non richiede grandi lavori. Richiede abitudine. Guardare le previsioni, chiudere bene, ritirare ciò che è esposto, proteggere le apparecchiature e non sottovalutare i fulmini.

Una casa ben preparata non ferma il temporale. Però riduce parecchio il rischio di danni evitabili.

 


L'inquinamento da ozono

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Quando si parla di qualità dell’aria a Milano e in Lombardia, si pensa quasi sempre all’inverno: traffico, riscaldamenti, giornate senza vento, PM10 e polveri sottili.

In estate, però, entra in scena un altro protagonista: l’ozono.

Il nome può confondere, perché l’ozono non è soltanto quello “buono” degli strati alti dell’atmosfera, che contribuisce a schermare una parte della radiazione ultravioletta. Vicino al suolo, l’ozono è un inquinante. Si forma attraverso reazioni chimiche favorite dalla luce solare, dal caldo e dalla presenza di altri inquinanti.

Per questo, nelle giornate estive molto calde e soleggiate, la qualità dell’aria può peggiorare anche se non siamo nella classica situazione invernale da smog.

ARPA Lombardia, nel bilancio pubblicato a gennaio 2026 sulla qualità dell’aria 2025, segnala che il quadro complessivo mostra alcuni miglioramenti, ma l’ozono resta una criticità e non presenta un chiaro andamento di miglioramento negli anni (clicca il pulsante per leggere il documento).

Che cosa significa, nella vita quotidiana? Prima di tutto che conviene informarsi. Il Comune di Milano rende disponibili dati giornalieri sulla qualità dell’aria basati sulle misurazioni ARPA, includendo anche l’ozono, indicato come concentrazione massima oraria sulle 24 ore (clicca il pulsante per leggere il documento).

Poi bisogna usare un po’ di criterio anche nell’arieggiare casa o ufficio. Aprire le finestre resta fondamentale, ma nelle giornate più calde può essere utile farlo soprattutto al mattino presto o alla sera, quando temperatura e condizioni esterne sono più favorevoli. Nelle abitazioni su strade trafficate, può aiutare aprire le finestre meno esposte al traffico diretto.

Questo non significa vivere sigillati in casa. Significa semplicemente non ragionare come se l’aria esterna fosse sempre uguale. In estate il problema non è solo “fa caldo”. A volte è anche “che aria entra quando apro?”.

Per chi vuole approfondire in modo semplice, ARPA Lombardia ha pubblicato anche video divulgativi sulla qualità dell’aria e sulla formazione dell’ozono in atmosfera (clicca il pulsante per guardare il video).


Schermature solari

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Quando si parla di comfort estivo, spesso si pensa subito al climatizzatore. È normale: si accende, si sente l’aria fresca e sembra che il problema sia risolto.
Però una parte importante del comfort si gioca prima. Prima che il caldo entri. Prima che il vetro si scaldi. Prima che la stanza diventi difficile da raffrescare.
Qui entrano in gioco le schermature solari: tende da sole, frangisole, persiane, tapparelle, chiusure oscuranti e sistemi integrati con il serramento.
La loro funzione non è soltanto estetica. Una buona schermatura riduce l’irraggiamento solare diretto e può contribuire a mantenere più stabile la temperatura interna. Questo vale soprattutto per le finestre esposte a sud, est e ovest, dove il sole può incidere molto nelle diverse ore della giornata.
C’è una differenza importante tra schermare fuori e schermare dentro. Una tenda interna può evitare l’abbagliamento e migliorare il comfort visivo, ma lascia comunque passare il calore attraverso il vetro. Una schermatura esterna, invece, intercetta il sole prima che arrivi alla superficie vetrata. In molti casi, quindi, è più efficace dal punto di vista termico.
ENEA dedica un vademecum specifico alle schermature solari e alle chiusure oscuranti. Il documento riguarda l’acquisto e la posa in opera di schermature solari e chiusure tecniche mobili oscuranti montate in modo solidale all’involucro edilizio o ai suoi componenti, installate all’interno, all’esterno o integrate alla superficie finestrata (clicca il pulsante per leggere il documento).
Naturalmente non esiste una soluzione valida per tutti. Una finestra esposta a est ha problemi diversi da una esposta a ovest. Un appartamento all’ultimo piano è diverso da un piano basso ombreggiato da altri edifici. Una vetrata ampia richiede valutazioni diverse rispetto a una finestra piccola.
Il punto è proprio questo: la schermatura va scelta in base alla casa, all’esposizione, all’uso degli ambienti e al risultato che si vuole ottenere.
Se installata bene, una tenda o una chiusura oscurante non è un semplice accessorio. È uno strumento di comfort. E, in estate, può aiutare anche a far lavorare meno il climatizzatore.

 


Muffe e umidità non vanno in vacanza

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Siamo abituati a pensare alla muffa come a un problema invernale: muri freddi, condensa sui vetri, riscaldamento acceso, poca ventilazione.

In realtà muffe e umidità non vanno in vacanza. Possono presentarsi anche in estate, soprattutto in bagni ciechi, cucine poco ventilate, locali seminterrati, lavanderie, ripostigli, cantine e ambienti dove si produce o si trattiene molta umidità.

A volte il problema è visibile: macchie nere negli angoli, aloni sui muri, odore di chiuso, pittura che si rovina. Altre volte è più sottile: aria pesante, condensa localizzata, tessuti che sembrano sempre umidi, armadi che prendono cattivo odore.

Regione Lombardia spiega che per prevenire le muffe è fondamentale garantire ventilazione adeguata, isolamento corretto e manutenzione degli impianti. In caso di muffa, gli interventi possono andare dalle pulizie specifiche all’uso di deumidificatori, fino a soluzioni strutturali mirate quando il problema dipende da cause edilizie più profonde (clicca il pulsante per leggere il documento).

Questo è il punto più importante: non tutte le muffe hanno la stessa causa. Una cosa è la muffa dovuta a cattive abitudini di ventilazione. Un’altra è quella legata a infiltrazioni, ponti termici, risalita capillare o locali progettati male.

Per questo è bene non limitarsi a “passare un prodotto” e considerare chiuso il problema. Pulire la muffa può essere necessario, ma se la causa resta lì, prima o poi tornerà.

In estate conviene controllare soprattutto tre situazioni.

La prima: il bagno, dove docce calde e poca ventilazione creano umidità anche quando fuori fa caldo.

La seconda: la cucina, dove vapore e cotture frequenti aumentano l’umidità interna.

La terza: i locali meno abitati, come cantine, ripostigli e stanze chiuse a lungo, dove l’aria ristagna.

Anche il climatizzatore va usato con criterio. Raffrescare troppo un ambiente può creare sbalzi termici e zone fredde dove l’umidità condensa più facilmente. Inoltre i filtri e gli impianti devono essere mantenuti puliti, altrimenti il comfort peggiora invece di migliorare.

La regola pratica è semplice: arieggiare, controllare, non coprire le macchie con mobili o pitture qualunque e, se il problema si ripresenta, capire la causa prima di scegliere la soluzione.

 


Non confondere agevolazioni diverse

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Quando si parla di lavori in casa, la parola “bonus” crea sempre molto interesse. Ed è comprensibile: se esiste un’agevolazione, è giusto valutarla.

Il problema è che spesso si mettono nello stesso calderone cose diverse: bonus casa, ecobonus, bonus mobili, bonus elettrodomestici, serramenti, schermature, ristrutturazioni, riqualificazione energetica. Il risultato è che molte persone partono convinte di avere diritto a una detrazione, ma poi scoprono che mancava un requisito, una pratica, una comunicazione o un documento.

Per i serramenti, ad esempio, ENEA distingue gli interventi ammessi nell’ambito dell’Ecobonus e indica che la sostituzione deve riguardare finestre comprensive di infissi che delimitano il volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati e che rispettano specifici requisiti di trasmittanza termica (clicca il pulsante per leggere il documento).

Questo significa che non basta cambiare una finestra qualsiasi per avere automaticamente diritto a una detrazione. Bisogna capire quale agevolazione si vuole usare, quali requisiti tecnici servono, quali documenti occorrono e quali comunicazioni devono essere inviate.

Anche le aliquote vanno verificate. L’Agenzia delle Entrate indica, per gli interventi di risparmio energetico, una detrazione del 36% per le spese sostenute nel 2026, elevata al 50% in caso di abitazione principale (clicca il pulsante per leggere il documento). Per le ristrutturazioni edilizie, la stessa Agenzia indica una detrazione del 50%, con limite massimo di spesa agevolabile di 96.000 euro, per interventi effettuati sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale (clicca il pulsante per leggere il documento).

Attenzione anche al Bonus Elettrodomestici. Il MIMIT segnala che la presentazione delle domande da parte degli utenti finali era consentita entro il 31 dicembre 2025 e che, trascorso tale termine, la presentazione delle istanze è sospesa in attesa della verifica di eventuali economie di gestione (clicca il pulsante per leggere il documento).

Morale: prima di acquistare o firmare un preventivo “perché tanto c’è il bonus”, è meglio fare un controllo ordinato.

Prima si capisce che lavoro bisogna fare. Poi si verifica quale agevolazione può applicarsi. Poi si controllano requisiti tecnici, documenti, bonifici, comunicazioni ENEA e capienza fiscale. Solo dopo ha senso procedere.

I bonus possono essere utili. Ma vanno trattati come strumenti tecnici, non come slogan.


Biglietti gratis per il cinema

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Anche questo mese, tra gli iscritti attivi alla newsletter viene sorteggiato un nome. A lui vengono riservati due biglietti omaggio per uno spettacolo cinematografico presso il Cinema-Teatro Agorà di Cernusco sul Naviglio.

L’iscritto fortunato viene avvisato per emal e, concordando prima il momento più adatto, può passare dalla mia sede a ritirare i biglietti.

Se conosci qualcuno che può essere interessato alla mia newsletter mensile, invitalo ad iscriversi, condividendo il link https://www.marcofioretti.it/istituzionali/newsletter-iscrizione. La possibilità di vincere due biglietti omaggio per il cinema può essere un incentivo in più.

Il fortunato vincitore di questo mese è il titolare dell'ID iJgcyHhFSFbfHi Vorrei tanto farne il nome pubblicamente, ma non mi è possibile per via della legge sulla privacy (e francamente, non ho la testa per chiedere le autorizzazioni). Il vincitore viene avvertito con un'email privata.


Barzelletta finale

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Marco Fioretti decide di iscriversi a un corso di cucina.

Alla prima lezione, lo chef spiega: «Oggi prepariamo il risotto. La cosa più importante è avere pazienza: il brodo va aggiunto poco alla volta».

Marco sorride con aria superiore.

«Chef, mi perdoni, ma questo è un metodo vecchio. Io sono una persona pratica. Se tanto il brodo deve finire tutto nel riso, lo metto subito e risparmio tempo.»

Lo chef prova a rispondere: «Non è proprio così. Il riso deve assorbire lentamente…».

Ma lui lo interrompe: «Guardi, ho quarantacinque anni. Ho capito come funziona la vita: chi anticipa i tempi vince».

Prende la pentola, versa dentro tutto il brodo, tutto il riso, tutto il burro, tutto il formaggio e, per sicurezza, anche il vino.

Poi si gira verso gli altri corsisti: «Vedrete. Io ho appena inventato il risotto efficiente.»

Dopo venti minuti, nella pentola c’è una specie di minestra collosa con un odore indefinibile.

Lo chef si avvicina, guarda dentro e dice:

«Interessante.»

Lui si illumina.

«Ha visto? Un metodo innovativo.»

«Sì» risponde lo chef. «È la prima volta che vedo un risotto assassinato».

«Ma che dice? È matto? Perché dice che il mio risotto è stato assassinato?»

«Perché con le ultime forze ha cercato di scrivere sul bordo della pentola il nome dell’assassino: Fior. Evidentemente non ce l’ha fatta.»


Spero che questa newsletter ti abbia interessato o, almeno, divertito. Cliccando il pulsante qui sotto puoi farmi sapere che pensi della newsletter, o prendere contatto con me per avere altre info o per concordare un appuntamento.

 


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