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Relax | Sicurezza | Automazione | Tettoiette | Bagno | Balcone | Cinema gratis | Barzelletta

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Marco Fioretti: il tuo professionista di fiducia

Ciao, Visitatore!

Per questa newsletter di agosto ho pensato di fornirti alcune idee per rilanciare il concetto di casa come centro del tuo benessere.

Non si tratta certo di idee particolarmente innovative, ma l’innovazione sta nel rendersi conto che si può migliorare e poi passare agli atti.


La stanza del relax multifunzionale

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Non serve avere una villa per ritagliarsi una stanza del relax. A volte basta ripensare una camera poco usata, una parte del soggiorno o lo studio di casa, trasformandoli in uno spazio jolly: lettura, film, musica, giochi da tavolo, hobby manuali o anche qualche ora di lavoro leggero.

La prima regola è evitare gli arredi troppo vincolanti. Meglio scegliere pochi elementi mobili: una poltrona comoda, un pouf contenitore, un tavolino leggero, una libreria bassa e magari un mobile con ante dove nascondere giochi, cavi, cuffie, telecomandi e piccoli strumenti. Se lo spazio è poco, un tavolo pieghevole a parete o una consolle allungabile permettono di passare dalla lettura al puzzle, dal computer al gioco in famiglia.

Anche l’illuminazione va pensata per usi diversi. Una luce generale serve per riordinare o lavorare; una lampada orientabile è utile per leggere; una luce calda e indiretta dietro al televisore o su una mensola rende più piacevole guardare un film. Conviene prevedere prese facilmente raggiungibili e una canalina passacavi: niente rovina il relax come inciampare nei fili.

Per rendere la stanza davvero adatta alle esigenze diverse della famiglia, si può dividere lo spazio in piccole “zone”: una seduta comoda per chi legge, un angolo libero per chi fa ginnastica dolce o ascolta musica, un piano d’appoggio per chi disegna, costruisce modellini o lavora al portatile.

Infine, attenzione al rumore. Un tappeto, tende pesanti, cuscini e qualche pannello fonoassorbente decorativo aiutano a rendere l’ambiente più raccolto. Non fanno miracoli, ma migliorano molto la sensazione di quiete.


Sicurezza domestica: le cose semplici che spesso mancano

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Quando si parla di sicurezza in casa si pensa subito ad allarmi e telecamere, ma esiste una sicurezza più quotidiana: quella che riduce i rischi di incendio, fughe di gas, scosse elettriche e piccoli incidenti evitabili.

Il primo intervento pratico è installare sensori adatti. Un rilevatore di fumo può essere utile nei corridoi, nella zona notte e vicino agli ambienti più a rischio, senza metterlo proprio sopra i fornelli per evitare falsi allarmi. Se in casa ci sono caldaie, stufe, camini o apparecchi a combustione, conviene valutare anche un rilevatore di monossido di carbonio. Per il gas, invece, il sensore va scelto e posizionato in base al tipo di gas utilizzato.

In cucina è molto utile tenere una coperta antifiamma. Ma fai molta attenzione: deve esere a portata di mano, non chiusa in fondo a un mobile! Un piccolo estintore per piano, controllato periodicamente, è un’altra buona precauzione. Non deve diventare un oggetto decorativo: tutti in casa devono sapere dov’è e come si usa.

Anche l’impianto elettrico merita attenzione. Un elettricista può verificare salvavita, messa a terra, quadro elettrico, prese rovinate e carichi troppo concentrati su ciabatte e adattatori. Per aumentare comodità e sicurezza si possono valutare differenziali separati per zone della casa, scaricatori di sovratensione nel quadro, luci di emergenza nelle zone di passaggio, prese meglio distribuite e, dove opportuno, dispositivi di riarmo automatico che intervengono solo dopo aver verificato che non ci sia un guasto persistente.

Infine, serve un piccolo piano familiare: vie di fuga libere, chiavi sempre raggiungibili, numeri utili visibili e una regola chiara. In caso di incendio si esce, non si usa l’ascensore e non si rientra in casa per recuperare oggetti.

Ti lascio i link diretti alle indicazioni delle autorità riguardo agli argomenti trattati, così puoi risalire agilmente alle fonti.

Se poi vuoi sapere meglio che cos’è un dispositivo di riarmo automatico e perché ti può essere utile, clicca il pulsante.

 


Automazione di porte e cancelli: comodità sì, improvvisazione no

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Automatizzare un cancello, una porta da garage o un accesso pedonale non significa più soltanto avere un telecomando in più. Le soluzioni più moderne permettono di aprire, chiudere e controllare gli accessi con maggiore comodità, anche tramite smartphone.

Con alcune app si può comandare il cancello a distanza, verificare se è rimasto aperto, ricevere notifiche dopo un’apertura o condividere l’accesso con altri utenti. Può essere utile per un familiare, per chi deve entrare in giardino a bagnare le piante, per un tecnico atteso in un certo orario o per il vicino che deve ritirare un pacco. In alcuni casi si possono creare accessi temporanei, usare tastierini con codice, badge, apertura pedonale o integrazione con videocitofono e assistenti vocali.

La comodità, però, non deve far dimenticare la sicurezza. Un cancello motorizzato è una macchina in movimento: deve fermarsi se incontra un ostacolo, deve avere dispositivi di protezione adeguati, deve poter essere sbloccato manualmente in caso di blackout e deve essere installato in modo corretto. Prima di aggiungere moduli wi-Ffi o accessori smart, conviene verificare che l’automazione esistente sia compatibile e in buono stato.

Un intervento pratico è controllare periodicamente fotocellule, lampeggiante, telecomandi, finecorsa, guide e sistemi di sblocco. Se il cancello fa rumori strani, si muove a scatti o non si ferma bene, non è il caso di aspettare.

Le automazioni possono migliorare davvero la vita quotidiana, soprattutto quando si hanno bambini, anziani, spesa da scaricare o giornate di pioggia. Ma vanno progettate e installate da personale competente, perché porte, cancelli e barriere motorizzate devono rispettare requisiti precisi di sicurezza d’uso.

Anche i questo caso ti riporto i link delle fonti ufficiali.

Scheda ufficiale UNI della UNI EN 12453:2022, in vigore dal 3 febbraio 2022, dedicata alla sicurezza d’uso di porte, cancelli e barriere motorizzate in aree raggiungibili da persone. Download a pagamento. https://store.uni.com/uni-en-12453-2022?childSku=UNI1610578_EEN. Il testo dovrebbe anche essere consultato gratuitamente tramite i servizi di libera consultazione UNI/UNICA Desk.


Tettoiette e ripari: piccole protezioni molto utili

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Ci sono comodità domestiche che sembrano banali finché non arriva un temporale. Una tettoietta sopra la porta d’ingresso, il portoncino del box o il cancelletto con il citofono è una di queste: non cambia la casa, ma cambia il modo in cui la vivi quando piove forte.

Il primo vantaggio è pratico: puoi cercare le chiavi senza bagnarti, aprire l’ombrello con calma, parlare al citofono senza ricevere acqua in faccia e appoggiare una borsa mentre entri. È utile anche per chi consegna pacchi: un piccolo riparo può evitare che una scatola lasciata davanti alla porta si rovini in pochi minuti. In più protegge serratura, campanello, citofono, tastierino e videocitofono da pioggia battente, sole diretto e sporco.

Nella scelta conviene guardare tre cose: dimensioni, materiale e scarico dell’acqua. La tettoietta deve sporgere abbastanza da proteggere davvero la persona ferma davanti alla porta, non solo la parte alta dello stipite. Il policarbonato è leggero e lascia passare luce; l’alluminio richiede poca manutenzione; il vetro è elegante, ma va scelto adatto all’uso esterno e installato bene. Anche la pendenza conta: l’acqua deve defluire lontano dall’ingresso, non colare proprio dove si passa.

L’installazione non va improvvisata. Servono fissaggi adatti alla parete, attenzione al vento, alla grandine e al peso della struttura. Meglio prevedere una buona sigillatura tra muro e profilo, altrimenti l’acqua può infiltrarsi proprio dietro al riparo.

Prima di montarla, però, è bene verificare regolamento condominiale, eventuali vincoli e norme comunali. Una piccola protezione può essere semplice, ma deve comunque essere fatta nel modo giusto.

E se vuoi proteggere i pacchi che il corriere ti lascia per terra quando non c’è nessuno in casa, premi il pulsante.

 


Il bagno come spazio di benessere

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Il bagno può diventare un piccolo spazio di benessere senza trasformarsi per forza in una spa di lusso. La differenza la fanno alcune scelte pratiche: più ordine, più sicurezza e qualche dettaglio pensato per il piacere quotidiano.

Il primo intervento riguarda la luce. Meglio prevedere una buona illuminazione generale, una luce più precisa vicino allo specchio e, se possibile, una piccola luce notturna automatica. Di notte evita di entrare al buio; di giorno aiuta a radersi, truccarsi, medicarsi o semplicemente muoversi meglio.

Poi c’è l’ordine. Mensole poco profonde, contenitori piccoli, cestini separati e un mobiletto ben organizzato impediscono che phon, creme, spazzole e asciugamani occupino ogni superficie. Un bagno ordinato è più piacevole, ma anche più sicuro: meno oggetti in giro significa meno inciampi.

La sicurezza non toglie bellezza. Un tappeto antiscivolo stabile, superfici meno scivolose, una doccetta a mano, una seduta da doccia e maniglioni ben fissati possono essere utili a tutti, non solo agli anziani. Servono quando si è stanchi, quando si ha un piccolo infortunio, quando si deve aiutare un bambino o quando si vuole semplicemente fare la doccia con più calma.

Per rendere il bagno più accogliente si possono aggiungere asciugamani morbidi e ben raggiungibili, un profumo leggero, una pianta adatta all’umidità e piccoli contenitori belli da vedere. Se c’è spazio, uno scaldasalviette elettrico o collegato ai termosifoni rende più piacevole uscire dalla doccia, soprattutto nei mesi freddi. Un altro piccolo lusso è un soffione ampio, magari abbinato a una doccetta regolabile: non cambia solo l’estetica, cambia proprio il modo in cui vivi il momento della doccia.

Il bagno migliore non è quello più scenografico: è quello in cui ti muovi bene, trovi tutto e ti senti a tuo agio.

Infine, una puntualizzazione: hai mai pensato a una doccia a livello, in modo da potervi entrare con una carrozzina?

Se vuoi approfondire il concetto di “soffione ampio abbinato a una doccetta regolabile”, clicca il pulsante.

 


Balcone o giardino come stanza in più

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In estate il balcone, il terrazzo o il giardino possono diventare una vera stanza in più. Non serve avere grandi spazi: serve organizzarli bene, pensando a ombra, sedute, luce, privacy e piccoli gesti quotidiani.

Il primo elemento è l’ombra. Una tenda da sole, una vela ombreggiante, un ombrellone stabile o una pergola leggera permettono di usare lo spazio anche nelle ore meno fresche. Prima di installare strutture fisse o molto visibili, però, è bene verificare regolamento condominiale e norme comunali.

Poi servono sedute comode, non improvvisate. Due poltroncine resistenti all’esterno, un tavolino stabile e qualche cuscino sfoderabile bastano per leggere, bere qualcosa, cenare in due o chiacchierare la sera. Se lo spazio è poco, meglio scegliere arredi pieghevoli o impilabili.

La luce cambia tutto: una catena luminosa da esterno, lampade solari o ricaricabili e una piccola luce sul tavolo rendono balcone e giardino più accoglienti senza trasformarli in un palcoscenico. Anche la privacy conta: grigliati, fioriere alte, cannicci o piante rampicanti aiutano a sentirsi più a proprio agio.

Tra le soluzioni più utili ci sono un kit di irrigazione a goccia con centralina, una schermatura solare regolabile e, quando il balcone o il giardino comunicano con la casa, una buona zanzariera sulla porta-finestra. L’irrigazione programmata evita piante secche dopo due giorni di caldo; la schermatura permette di modulare sole e fresco; la zanzariera consente di tenere aperto e far circolare aria senza far entrare insetti in casa.

Infine, crea un piccolo rito: dieci minuti dopo cena, una tisana, una telefonata, un libro o semplicemente il silenzio. A volte il benessere della casa comincia appena fuori dalla porta.


Biglietti gratis per il cinema

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Anche questo mese, tra gli iscritti attivi alla newsletter viene sorteggiato un nome. A lui vengono riservati due biglietti omaggio per uno spettacolo cinematografico presso il Cinema-Teatro Agorà di Cernusco sul Naviglio.

L’iscritto fortunato viene avvisato per emal e, concordando prima il momento più adatto, può passare dalla mia sede a ritirare i biglietti.

Se conosci qualcuno che può essere interessato alla mia newsletter mensile, invitalo ad iscriversi, condividendo il link https://www.marcofioretti.it/istituzionali/newsletter-iscrizione. La possibilità di vincere due biglietti omaggio per il cinema può essere un incentivo in più.

Il fortunato vincitore di questo mese è il titolare dell'ID KP339D. Vorrei tanto farne il nome pubblicamente, ma non mi è possibile per via della legge sulla privacy (e francamente, non ho la testa per chiedere le autorizzazioni). Il vincitore viene avvertito con un'email privata.


Barzelletta finale

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Un cliente entra nello showroom di Marco Fioretti e sta per chiedere informazioni sui serramenti, quando vede un cartello sul bancone: Vendesi cane parlante - 10 Euro. Sotto il bancone ci sta Otto, tutto accucciato e triste.

Incuriosito, l'uomo guarda il cane e, quasi ridendo, chiede: «Ma tu parli davvero?».

Otto alza la testa, lo guarda con gli occhi tristi e risponde: «Sì, certo. Ho avuto una vita incredibile, sai? Ho lavorato per anni con la polizia e addirittura con i servizi segreti: intercettavo i criminali perché nessuno sospettava di un cane. Poi mi sono stancato dei malfattori, così ho cambiato e ho lavorato per la Protezione Civile, salvando decine di persone tra le macerie dei terremoti e le acque delle alluvioni. Ora sono vecchio, mi godo la pensione e passo le giornate qui».

Il cliente è assolutamente sbalordito. Si rivolge frenetico a Marco Fioretti e gli dice: «Ma è pazzesco! Quel cane è un fenomeno straordinario! Ma perché lo vende a soli 10 euro?!».

E Marco, sbuffando: «Perché è un gran bugiardo! Non ha mai fatto niente di tutto questo: è sempre rimasto nel mio giardino! Ora mi sono rotto le balle di sentir fandonie: che le ascolti qualcun altro!».


Spero che questa newsletter ti abbia interessato o, almeno, divertito. Cliccando il pulsante qui sotto puoi farmi sapere che pensi della newsletter, o prendere contatto con me per avere altre info o per concordare un appuntamento.

 


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